Tre

Thursday, 1 October, 2009
10"+CD/CD
5 tracks
Wallace Records

UNCODE DUELLO - Le stesse cose che ho fatto by xabier iriondo

Reviews

Kathodik Vittorio Lannutti
E così Paolo Cantù e Xabier Iriondo sono giunti al terzo lavoro con la sigla Uncode Duello. A differenza degli altri due dischi, questa volta il duo non ha voluto contributi esterni, ma ha preferito lavorare in solitaria, riavvolgendosi su sé stesso. “Tre” esce sia in vinile che in cd, dunque è diviso in due parti, la prima costituita da quattro brani e la seconda da un’unica traccia lunga quasi dieci minuti. Come sempre i due artisti utilizzano molti strumenti, dalla batteria, al clarinetto, dalle chitarre al piffero, dal violino all’elettronica. Nella prima parte di questo lavoro è proprio l’elettronica l’elemento caratterizzante, che si coniuga molto bene con il noise, giungendo ad un industrial noise, spesso martellante ed eccessivo. In questa prima parte il brano più intrigante è Come in uno stato di nebbia con riverberi noises molto assortiti e con l’organo mahai metak che chiude il brano, dandogli una veste mistica. Il brano della seconda parte, invece, Train is the place è sperimentale e molto variegato, con ambientazioni mediorientali e suoni rarefatti e lenti, con vari strumenti che si sovrappongono, mentre una chitarra dal sapore mediterraneo entra in primo piano e con il ritmo che tende ad accelerare, crescendo di intensità. Come sempre questo duo produce suoni interessanti, innovativi ed intriganti.
Nerds Attack Emanuele Tamagnini
Due anni dopo i disturbi sensoriali di ‘Ex Æquo’. Paolo Cantù e Xabier Iriondo scarnificano la propria idea di musica. Di primordialità. Con un album magnifico per intensità e intelligenza. Gli Uncode Duello toccano l’apice artistico. Una prima parte elettrica. Irrequieta. Tesissima. Sferzante. Che disloca inquietudini e picchi d’alta classe (’Artaudelettrico’) con minutaggi aguzzi filtrati e bastardi. Nell’ideale seconda parte trova spazio una sola composizione. Una sola lunga suite che alla tensione ad alto voltaggio, alterna vibranti e virulenti inserti acustici. Poco meno di mezz’ora. Poco meno dalla perfezione.
Extra Giuseppe Celano
La moltitudine di progetti di Xabier Iriondo e Paolo Cantù si riuniscono sotto l’ala di questa macchina infernale conosciuta come Uncode Duello. Già autori di un disco spigoloso, “Ex Aequo”, i nostri tornano con “Tre”, un Ep pesante, sporco e volutamente lo-fi, “Le Stesse Cose Che Ho Fatto”. I due eliminano ogni orpello, estirpano totalmente la melodia, mirando al nocciolo della musica. Le trame si assottigliano e allo stesso tempo vengono irrobustite dalla distorsione sozza e violenta, applicata a tutto ciò che, nel disco, viene suonato. “Come La Nostra Storia” vive di rumore, sostenuto da un organo ieratico e noise di fondo che sembra perfetto come tortura cerebrale. È rock nella sua essenza più pura, viscerale, spartano nella tecnica e capace di squarciare la pelle come un coltello male affilato. In chiusura una lunga suite acustica di dieci minuti, fatta di feedback dissonanti e suoni gravi, rallentamenti e ripartenze. La sezione ritmica si sgancia dal tempo, inteso in senso classico, piazzandosi su una pulsazione, apparentemente fuori tempo. “Train Is The Place” lascia che la mente riempia, correndo dietro alle note mancanti, lo spazio, affannandosi a colmare questa sensazione di vuoto cosmico. Grande lavoro di ricerca e improvvisazione.