Ex Æquo

Saturday, 1 December, 2007
CD
12 tracks
Wallace Records

Reviews

Nerds Attack Emanuele Tamagnini
Il secondo capitolo dell'ancor giovane storia degli Uncode Duello - depositari della quale dal 2004 sono Paolo Cantù e Xabier Iriondo - è un dardo avvelenato che colpisce e devasta proprietà sensoriali e neurotiche. "Ex Æquo" fa star male. Disturba e scuote. Ferisce e lascia senza respiro. Destruttura i canoni musicali prendendo per le corna l'anima del diavolo. Che agisce tra le esperienze passate e recenti (A Short Apnea, Six Minute War Madness, Polvere, Tasaday) di due musicisti che hanno da tempo trovato la porta d'accesso ai loro personali orizzonti artistici. Una pioggia di angoli appuntiti e urla disperate. Tra la selva conturbante e quasi mai opprimente di una gamma di strumenti immersi nella desuetudine e che fungono da chiara ricerca sonora. Si pensi inoltre all'utilizzo, non contemporaneo, di quattro batteristi senza dimenticare l'apporto fondamentale della voce di Federico Ciappini (Six Minute War Madness). "Ex Æquo" è aggressività primordiale, improvvisazione senza registro apparente, sperimentazione dai tratti somatici cosmici, sentiero sconosciuto attraversato da una saettante folgore elettrica che unisce (apparentemente) alcuni episodi cardine del lavoro. Tre anni dopo l'omonimo debutto il progetto Uncode Duello sembra più vivo che mai. Efficace misuratore del malessere. Il nostro.
Sands Zine Alfredo Rastelli
Un sussulto. Questa è stata la mia reazione all’ascolto dell’iniziale Le cose più importanti: la voce in grande spolvero di Federico Ciappini e l’ombra dei Six Minute War Madness che prende prepotentemente corpo. Che gli Uncode Duello abbiano, già col precedente disco, riallacciato i rapporti con questa progetto, era chiaro; adesso c’è la piena conferma. Come più volte detto alla base degli Uncode Duello c’è un substrato che fa riferimento sia alle passate esperienze dei titolari del marchio in questione (che ripetiamo per chi ancora non lo sapesse, sono Paolo Cantù e Xabier Iriondo) sia di alcune influenze imprescindibili per tutti, che vanno dagli You Fantastic! (Asilo (sappablanca)) a Us Maple (I piaceri del mezzofondo) e This Heat (B & The Wheel) passando per il kraut-rock e la new wave. Influenze queste, tra l’altro, già abbondantemente digerite e metabolizzate nelle loro precedenti esperienze con i già citati Six Minute War Madness, A Short Apnea e Tasaday. Così, senza abbandonare il lato più sperimentale e free di cui i due sono alfieri da tempo (Wir sind ein opernbau, Lost r 16 p.m., Bla nkg en erathion o la bellissima Dentro al muro con la batteria di Roberto Bertacchini dei Sinistri), gli Uncode Duello si presentano anche con vere e proprie composizioni. Ho sempre pensato che il futuro di certe evoluzioni dell’improvvisazione o di certa sperimentazione, debba prima o poi fare i conti con un ritorno ad una forma se vogliamo anche irregolare ed imperfetta, di canzone. Questo processo, cioè di chiudere le improvvisazioni in un corpo definito come quello della ‘canzone’, era peraltro già iniziato con il precedente disco di Uncode Duello ma in alcune tracce di “Ex Æquo”, e cioè Le cose più importanti, I piaceri del mezzofondo, Don Lope de Aguirre, Traidor, codarde, asesino e Contronatura (le prime tre con la voce di Ciappini e sempre con quei richiami ai SMWM di cui sopra), trovano uno sviluppo ulteriore e una via definitiva. In questo senso un utilizzo a tempo pieno di un cantante (e chiaramente si spera in Federico Ciappini) è veramente augurabile in futuro. Grandi.
Il Mucchio Selvaggio Fabio Massimo Arati
Se la musica contemporanea è frutto della semplificazione, della riduzione ai minimi termini di pompose strutture e melodie tramandate per secoli, non è detto che sia anche immediata e fruibile soltanto in virtù di una linearità sintattica e di una scarnificazione del suono. Anzi spesso scade nel concettuale, nel puro intellettualismo, divenendo appannaggio esclusivo di uditori accademici o di fanatici dell'elitarismo underground. Negli ultimi tempi Xabier Iriondo – con i suoi innumerevoli progetti dai nomi astrusi – ha spesso rischiato di oltrepassare i limiti della piacevole fruibilità. Già il primo omonimo album degli Uncode Duello, che ormai risale a due anni fa, palesava tendenze affatto dottrinali. In realtà tanto Xabier quanto Paolo Cantù – che al pari disputa questo "duello senza codici" – la sanno lunga anche in fatto di spontaneità ed immediatezza, vantando entrambi invidiabili trascorsi rockettari. Infatti, proprio quando emerge l'anima più schietta e genuina dei due, il discorso diventa più interessante. Perché la lotta tra sperimentazione e standard elettrico, tra improvvisazione e impulsività hard core, tra minimalismo strutturale e romantico sentimentalismo non deve mai decretare né vinti né vincitori. "Ex æquo" dunque, nel nome di una tenace e stoica ricerca dell'equilibrio perfetto, alla cui buona riuscita contribuiscono altri amici e compagni di palco quali Roberto Bertacchini (Sinistri), Claudia De Simone (Agatha) e Federico Ciappini (Six Minute War Madness).