...just arrived

Monday, 1 March, 2004
CD
8 tracks
Wallace Records

Reviews

Guts of Darkness
Voilà. Pour moi, c'est ça aussi la musique. Ou en tout cas, une manière de la concevoir. Réunis pendant trois jours seulement pour des séances d'improvisation dont le maître mot fût jusqu'au boutisme, A Short Apnea et le Gorge Trio ne s'imaginaient sans doute pas alors que le plus dur restait à venir. En effet, il leur aura fallu presque trois ans pour venir à bout du matériel enregistré ; à force d'écoute et de réécoutes, de découpages, de montages, de traîtements, de collage, en fait, une simple question de choix, parfois difficiles au milieu d'autres qu'on imagine plus évidents, la mise en scène de cet évènement ponctuel, leur interprétation de la chose, se concrétise enfin sous l'habillage de "...Just Arrived", un condensé d'un peu plus d'une demi-heure fait d'une musique qui a besoin de contraintes pour lui donner l'illusion d'être libre. A mi-chemin entre les démarches parfois gonflantes des groupes post rock et un héritage noise que l'on doit autant à Sonic Youth qu'à The Ex, les deux groupes italiens mis à contribution ici s'en sortent avec plus que les honneurs. C'est un peu la méthode "In the Fishtank" du label Konkurrent qui est appliquée ici, mais pourquoi bouder son plaisir, surtout si le résultat est à la hauteur ? Il se passe plein de choses sur "...Just Arrived", des moments de tensions côtoient d'autres plus sournois qui peuvent, à tout moment, déboucher sur une cacophonie contrôlée où tous les instruments (guitares, basses, percussions, batteries, claviers vintage, bandes préenregistrées) s'en donnent à coeur joie sans que jamais l'un prenne le dessus sur l'autre. C'est ça aussi toute la force de ce projet ; il finit par se convertir en une puissante lame de fond qui vous submerge d'un seul coup sans demander son reste. Une musique trippante qui se donne des airs de fin du monde. Pour peu, on se laisserait vite prendre au jeu. Recommandé donc aux amateurs d'abstractions en tout genre susceptibles de provoquer des sensations fortes.
Altremusiche Michele Coralli
Certe esperienze di area impro/noise e lignaggio rock devono evidentemente ancora trovare migliori sedimentazioni per liberarsi di certo "spontaneismo" e guadagnare un posto di rilievo nel panorama della musica informale ed estemporanea. Là dove regna una totale indifferenza, o comunque distacco, nei confronti della forma, necessita una particolare sensibilità nei confronti della creazione del suono e di ogni sua possibile dimensionalità e stratificazione, cosa che aiuterebbe il nostro cervello a dare "forma" a qualcosa che forma non ha. Questa la personale premessa per introdurre questo lavoro"… appena arrivato" di A Short Apnea, la cui compagine (Magistrali, Cantù, Iriondo) si allarga con l'aggiunta del trio Gorge (Dieterich, Popple, Rodriguez) in questo set che raccoglie una tre giorni di registrazioni in presa diretta, catturata all'interno di una sala nella periferia milanese. Al di là di qualche schitarrata di troppo, i panorami tratteggiati dal sestetto inneggiano a uno schietto gusto per l'elettricità vintage di matrice rock, da cui vengono banditi loop, campioni e trattamenti digitali (tranne, evidentemente, che in fase post-produttiva). Di fronte a questo, un plauso alla qualità professionale imposta alla resa del suono, il cui merito principale spetta probabilmente a Magistrali, che già avevamo avuto modo di apprezzare in altri lavori Wallace, per così dire, "nobilitati" dall'alto profilo audio (oltre che dalla sempre valida grafica di Mirko Spino). In approcci analoghi non è raro quel "riverbero" oratoriale che situa nel peggiore soundscape session anche virtuose, ma con scarso background produttivo.
Kronic Roberto Bonfanti
E` un disco strano, questo "Just arrived"... ok, ora qualcuno dirà: "e quando mai gli A Short Apnea ne hanno fatto uno normale?!?" certo, questo è vero, ma questo è forse ancora più particolare a partire dalla genesi con quasi tre anni di lavoro per rielaborare e tradurre nei 36 minuti del disco le registrazioni dei tre giorni di improvvisazione degli A Short Apnea accompagnati dal Gorge Trio, senza dimenticare i titoli dei brani rappresentati da 8 date che hanno probabilmente senso solo per i membri della band. Un lavoro curato dai tre A Short Apnea in modo quasi maniacale dunque, e questo si traduce in un disco piuttosto ostico anche per gli standard del folle trio milanese: un lavoro che parte in sordina con qualche momento forse non del tutto riuscito ma cresce poi via via che le tracce si susseguono, pur restando un po` sotto i livelli a cui la band ci ha abituato negli ultimi anni. Le coordinate, sia chiaro, sono più o meno le stesse dei precedenti lavori del trio: un noise folle e paranoico, un sound disturbato ricco di un`infinità di sfaccettature frutto dei diversi suoni e strumenti che si intrecciano in modo apparentemente caotico. Insomma, il tipico disco degli A Short Apnea che questa volta va ascolato con attenzione più che mai maniacare per poter cogliere tutte le sfumature di un sound che questa volta, pur con tutto il rispetto per quella che resta una band seminale nel panorama dell`avanguardia italiana, appare forse fin troppo studiato ed un po` meno affascinante di altre volte.