A Short Apnea

Monday, 1 November, 1999
CD
10 tracks
Wallace Records, Beware!

Reviews

Blow Up Stefano Bianchi
Come non considerare questo cd un progetto parallelo dei six minute war madness? Metà della band è dentro : ci sono xabier iriondo (anche negli afterhours), paolo cantù e il produttore fabio magistrali, per giunta coadivati alla "recitazione" di alcuni testi da federico ciappini. Insieme hanno prodotto un rock sfibrato e sfilacciato, complesso, imploso, che sperimenta su rabbie e autocontrolli, indescrivibile se non per immagini e allusioni. Provate quindi a shakerare insieme franti, starfuckers e massimo volume. Per heat in june aggiungete i june of 44 del primo album. Forse ci siete (ci sono). Aggiungete anche una certa maniera di trattare i suoni canonizzata dall'elettronica avanguardistica tedesca. Sia che ci si affidi a sibili e chitarre e voci sussurrate (il mondo in presenza di cose) oppure a battiti cardiaci compromessi da valvole bizzose (e-statico) la musica degli a short apnea vive in un universo stranito da suoni acustici ed elettronica umana, malinconico e ipnotico, forse folkie, urbano e brumoso (a short apnea), forse franti e forse massimo volume (racso, neon paralleli), forse starfuckers (la nota nera per il tasto bianco), forse solo una variabile del rumore. Si devono proprio trovare altre parole per parlare di musica di questi tempi. E' impossibile altrimenti dire cosa accade in episodi come i've found my eyes o visita notturna al museo mnestico. Può darsi che si tratti di un gioco e che in fin dei conti non sia poi troppo difficile evocare un suono piuttosto che suonarlo. Va da sè che è di sentimenti che si tratta - ancor prima che di sensazioni - e quindi ogni altra considerazione può andare a farsi friggere: resta solo il piacere dell'ascolto, al di là dell'ipotesi critica. Epperò episodi come la lunghissima, spettacolare heat in june (i june of 44 come raramente) e note a margine (a suo modo canterburiana) non possono proprio essere frutto del caso. Gran bell'album e grande soddisfazione per noi di blow up, che su suoni simili abbiamo scommesso addirittura la nostra esistenza. E' questo che vorremmo ascoltare più spesso dalle band italiane, vorremmo che osassero e trasgredissero, si compiacessero un po' e ci facessero ascolatare musiche persino inaudite.
Truckfighter Gabriel Hermansson
It feels like there are some mighty interesting things happening down in italy within experimental music these days. Bands such as giardini di miró and madrigali magri are just two examples of the fact that that innovative music is beeing made in italy. Another remarkable example is last years compilation 'tracce' on wallace records. Even though the quality varied quite a bit some of the bands on that comp were simply amazing. One of the songs that caught my attention on that disc was a 20 minute long experimental instrumental song by a band called a short apnea. Now, wallace records has released a fullength album with that very band. And it sure is one impressive piece of music. The songs vary from beautiful ambient soundscapes to dischordant keyboard-drenched noise to instrumental rock. Sometimes with whispered vocals in italian, which makes it even more exotic. Diversity is the word. Never boring for a second, never without curiousity and playfulness. This album is amazing. I dont know how i easy it would be to get ahold of this, but i can promise that its worth the effort.
Jam Emanuele Pietripaoli
Avevamo conosciuto il lavoro del progetto a short apnea qualche tempo fa, quando il trio composto da fabio magistrali, paolo cantù (six minute war madness) e xabier iriondo (smwm e afterhours) aveva accompagnato le performance visive di maria mesch. A testimoniana di quella collaborazione rimane oggi un interessante vhs realizzato l'anno scorso. Ritroviamo oggi i tre alle prese con un vero e proprio album e con l'intento di creare musica fine a se stessa, vale a dire autosufficiente, sena dover essere per forza il compendio sonoro di qualcos'altro. In questo senso funziona il disco? Abbastanza. A short apnea è opera di pura sperimentazione e come tale deve essere interpretata e fruita: della sperimentazione conserva quindi sia i pregi riconosciuti (libertà stilistica, ricerca, improvvisazione) che i difetti più evidenti (autoreferenzialità e autoindulgenza). Ecco quindi che anche nei pochi episodi nei quali fa capoplino la voce (quella di federico ciappini, cantante nei smwm) non ci si trova di fronte a canzoni, quanto piuttosto a partiture aperte nelle quali le parole rimangono come sospese in un tappeto sonoro fatto di suoni, rumori ed effetti vari. Una sola eccezione a questo schema, è quella data dalla lunghissima heat in june che per un solo attimo (anzi per qualche minuto) fa sembrare il trio come un autentico trio rock. Coraggioso e lodevole, a short apnea è disco indirizzato a un pubblico attento e appassionato, roba da cultori della materia, insomma. Eppure rimane la sensazione che accentuando la struttura musicale delle composizioni il risultato finale non sarebbe stato più ordinario, bensì solo più comprensibile. Voto 6,5 ( perché apre un nuovo percorso per l'italia, dal rock all'avanguardia