Your Very Eyes

Tuesday, 1 April, 2008
CD
9 tracks
Wallace Records, Amirani Records, Long Song Records, PhonoMetak Laboratories

Reviews

Altremusiche Michele Coralli
"Your Very Eyes", ovvero quando un luogo in cui si svolge una performance diventa non solo un elemento di ispirazione, ma strumento stesso che genera forma e dirige specifiche scelte. Limitandoci alle situazioni più in sintonia con la presente, vale la pena qui ricordare il lavoro di John Butcher in una miniera giapponese ("Cavern with Nightlife"). La performance di Gianni Mimmo (sax soprano) e Xabier Iriondo (apparecchiature lo-fi e strumenti a corda autocostruiti: taishi koto, mahai metak) sfrutta spazi che fino a questo momento non avevano goduto di analoghe esplorazioni come la chiesa di Santa Maria alle Malve di Matera, luogo scavato nella roccia e risalente al X secolo. L'atmosfera fresca e rarefatta di questa sessione di registrazioni, effettuate in un'unica presa nel giugno del 2007, impone scelte compositive che non si fa fatica a immaginare: sfruttamento del riverbero ambientale, dosaggio dei suoni, scelta precisa dei timbri e un certo qual contegno liturgico in rispetto alla sacralità del luogo (Mimmo parla appunto di "salmodia laica"). A dispetto di un'articolazione che suddivide la performance in brani distinti, un continuum armonico-strutturale determina un'unità complessiva basata soprattutto sui drones creati da Iriondo sugli strumenti a corda, ribattuti, messi in risonanza e sporcati da microfoni e circuiti low-fi. Il sax di Mimmo è plastico e controllato, non sempre in funzione di pura ricerca di suoni, bensì in quasi costante costruzione melodica. La fraseologia è secca, segmentata, mai compiaciuta o indotta a facili lirismi. Perché, sebbene non si possa certo ascrivere lavori come "Your Very Eyes" all'alveo dell'improvvisazione più radicale, questi paesaggi non sono quasi mai di natura consolatoria. Tanto per fare qualche paragone scomodo, quando si portano degli artisti in chiesa, può capitare di provocare infatuazioni mistiche che provocano stucchevoli ispirazioni musicali (basti dare un'occhiata a certe location in cui recentemente si è mosso uno come Surman). Qui, fortunatamente, nulla del genere eppure un certo volto umano rende il lavoro di Mimmo e Iriondo di quasi immediato impatto, proprio perché non sovraccarico di sovrastrutture. Merito forse anche del caldo sole del Sud e del fresco dei millenari sassi di Matera.
Rockerilla Michele Casella
Complice un location eccezionalmente evocativa come la Chiesa Santa Lucia alle Malve (una struttura del decimo secolo completamente incastrata nei mitici Sassi di Matera), “Your Very Eyes” si propone come il punto di arrivo e sintesi per una serie di pubblicazioni indipendenti dell’ultimo periodo. Ideatori e performer di queste nove tracce sono Gianni Mimmo e Xabier Iriondo, che si dividono la scena con grande complicità provando a non riempire forzatamente tutti gli spazi sonori a disposizione. Il risultato è un album di melodia e spasmi elettronici, in cui il sax soprano di Mimmo si incrocia alle evoluzioni elettroniche create in tempo reale da Iriondo; una soluzione che si pone in perfetta continuità con le intuizioni sviluppate da quest’ultimo nelle numerose release della Wallace Records (dalla Mail Series si 10” della Phonometak Lab) e con un’idea sonora che agisce a livello subliminale. Surreale nell’accostamento di suoni, nell’inserimento di frequenze e nella dialettica instaurata fra i due musicisti, “Your Very Eyes” mantiene uno strettissimo legame con la grotta sacra nella quale è stata registrata; neppure un riverbero od un singolo frammento di registrazione sembrano essersi perduti da questa session realizzata nel solstizio d’estate, assicurando un enorme impatto emotivo a un disco che fa collidere jazz e improvvisazione, momenti più ragionati a fantasiosi sviluppi compositivi. Un progetto che, magari, sarebbe interessante spostare in una nuova location d’effetto per un sequel altrettanto sorprendente.
ImproJazz Jean Michel Van Schouwburg
Emballé avec goût dans un « super jewel box » plus esthétique que le boîtier sans âme auquel nous a habitué l’industrie, cette exploration de l’univers sonore d’un église-grotte souterraine de la ville de Matera dans les Pouilles nous révèle une belle surprise. Gianni Mimmo est un véritable maître du sax soprano, héritier de Steve Lacy, influence de laquelle il s ‘émancipe sensiblement. Son acolyte est un sound maker électronique et objétiste assez suivi en Italie, Xabier Iriondo. On entend le son de l’église et la réverbération toute particulière de ce caveau de tuf dont les parois sont ornées de fresques. Un détail curieux et oculaire tiré d’une fresque orne la pochette et donne son titre à l’album. Le saxophoniste prend le temps de déplier les volutes de sa musique et d’étirer les harmoniques en se rapprochant des parois. Sans tenter d’impressionner l’auditeur par sa technique, Gianni Mimmo se concentre sur la plénitude du son et un lyrisme sincère. Il s’agit d’un véritable spécialiste de l’instrument et non pas d’une extension du ténor dans le registre aigu comme nous y a habitué la majorité des saxophonistes qui utilisent l’instrument. Iriondo utilise des motifs répétitifs avec un semblant de guitare primitive actionnée avec un mécanisme. Un univers sonore particulier qui entend échapper à une quelconque école mais peut ambitionner de s’adresser à différents publics qui finiront bien un jour par se lasser des étiquettes qu’on veut leur imposer et trouveraient bien leur bonheur en laissant flotter l’ imagination à l’écoute de cette échappée très particulière, toute imprégnée de l’acoustique caverneuse de Santa Lucia alle Malve. Une bien belle réussite !