Eclipse

Wednesday, 1 April, 2009
CD
13 tracks
Wallace Records, Phonometak Labs, Amirani Records, Recommended

EAReNOW - Eclipse by xabier iriondo

Reviews

Sentireascoltare Stefano Pifferi
Una lametta a far da logo e una rappresentazione del cono d’ombra proiettato su terra e luna ad arricchire cover e suggerire finalità ultime e/o ipotesi di interpretazione del progetto. Così si presenta Eclipse, l’esordio lungo di Ear&Now, ennesimo asteroide nella galassia dell’avant-rock nostrano. Cantù, Morelli e Iriondo – loro i responsabili principali del progetto in combutta con molti ospiti (tra cui Gianni Mimmo e Federico Cumar) – intessono 14 tracce di difficile catalogazione nel loro muoversi dentro le musiche folk, jazz, colta, classica, rock, scavandovi a fondo un solco a volte difficile da seguire, ma innegabilmente dotato di un fascino unico. Musica che impasta riferimenti classici col piglio dell’avant-rock, che (con)fonde frammenti di musiche passate e fuori moda per risemantizzarle all’attualità dei protagonisti. Un procedere ben sintetizzato dall’uso della voce (in modalità field recording del 1927!) di Rosa Corn, ultima cantante tradizionale della Valle dei Mocheni, Trento, in Ai Möi Möi. Scavare nelle musiche non per il gusto fine a se stesso di riesumare, bensì per ri-frequentare – in nome di un sentire comune – tempi, suoni, spazi dell’uomo e di uno dei suoi mezzi espressivi preferiti. Vale per Eclipse ciò che si diceva per l’abbozzo omonimo su 3” che ne segnò il vero esordio: quella di Ear&Now è musica di ricerca nella e sulla musica, della sua interazione con la realtà circostante che con lo scandagliarne le potenzialità finisce con l’offrire – parole loro – l’altra faccia di ognuno. Non un caso che l'album esca non solo per Wallace, Amirani e SoundMetak, ma per la prestigiosa ReR.
ImproJazz Jean Michel Van Schouwburg
Eclipse Ear & Now : production SoundMetak, Amirani Records, Wallace Records, ReRMegacorp. Autour d'Alberto Morelli, Xabier Iriondo, et Paolo Cantu', jouant tour à tour guitares, orgue à bouche, électroniques , sifflets, harmonium, orgue farfisa, rhodes piano, bendir , tablas, cloches, piffero, traitements sonores etc., se rassemblent au gré des morceaux quelques artistes comme Gianni Mimmo, saxophoniste soprano extraordinaire, le chanteur Stefano Stefani, le tromboniste Federico Cumar, le batteur Cristiano Calganile, ainsi qu' une archive de gesprechgesang en dialecte du Haut - Adige, enregistrée il y a fort longtemps. Le soin apporté à l'enregistrement et à la qualité sonore, la simplicité élégante de la musique et son goût aventureux « free- folk - post rock » font de ce très bel objet ( pochette soignée en papier cartonné et bleuté) une fenêtre ouverte (avec succès) pour ceux qui voudraient élargir leurs expériences d'auditeurs vers d'autres horizons que ceux des musiques « conventionnelles ». Eclipse donne lieu à des coups d'archets et des pincements de guitares intrigants et à des pièces soignées et élaborées avec fraîcheur. J'insiste fort sur la qualité des timbres. Xabier Iriondo, responsable milanais du label vinylique Phono Metak (Mats Gustafsson, Zu, Damo Suzuki, Gianni Gebbia etc. au catalogue) et figure notoire de l'underground musical italien, est aussi l'inventeur de cordophones électriques dérivés de la guitare. L'un d'eux est intitulé Mahai Metak : on l'entend dans ce disque et on aimerait ensuite le découvrir in extenso. Les superbes interventions de Gianni Mimmo démontrent à souhait la brillance de ce saxophoniste, exceptionnel élève de Steve Lacy. Une belle démarche synergique de quatre labels unis dans la production d'un excellent projet au confluent de plusieurs démarches musicales qui s'enrichissent intelligemment de leurs différences. Rien de tel pour désenclaver les musiques alternatives et expérimentales.
Audiodrome Gianpaolo Cristofaro
Dietro una copertina che riporta lo schema di “funzionamento” di tutte le eclissi, si cela la nuova formazione in cui è coinvolto Xabier Iriondo, questa volta in compagnia di Alberto Morelli e Paolo Cantù. Formazione di stampo avanguardistico, gli Eclipse sono accompagnati al loro debutto da grandi dell’avant jazz italico come Gianni Mimmo e dall’utilizzo di un field recording costituito dalla registrazione di una delle ultime interpreti tradizionali del trentino, Rosa Corn, nata nel 1894 e “registrata” da Lottersberger a San Francisco il 27 aprile 1969. A metà strada tra contemporanea e musicalità popolare, Ear Now fa della suggestione ricreata grazie a delicati interplay e arrangiamenti tra il confortevole e il dissonante la marcia in più rispetto ad altri progetti analoghi. Ed il tutto è bene esemplificato già dalla prima traccia “Ssshhsleeping”, minuscolo focolare di suoni e sensazioni ataviche, mentre la voce di Rosa Corn emerge assolutamente coerente con le note che la sostengono in “Ai Moi Moi” e “Totenlob”. Con una danza per pianoforte e bleeps parte l’eclissi, catalizzatrice di vita e riti più vecchi del mondo, passando per gli impasti imponenti di clarinetto, autoharp e mahai metak (gli strumenti di Iriondo sono più numerosi dei cinesi) dell’inquietante “Pairidaeza”. Frammenti di metallo che riflettono la luce lunare come “1000 Little Glowing Insects Will Dance In The Garden Of Eden” e “Testa Di Serpente Velenoso” si danno il cambio sino al mix di battiti math, grandiosi slavine di Hammond e Farfisa - con la complicità dei fiati di Gianni Mimmo e Federico Cumar - che caratterizza “Eclipse”. Passato il centro nevralgico della danza ancestrale messa su dal terzetto, si passa a respirare i miasmi indo-terrigeni di “Third Ear Dance” fino al ritorno a “Terra” tramite “Ritornoalleoscuremaniere”. Mezza luna in più.