Kc

Friday, 1 October, 2010
CD
11 tracks
Wallace Records, Phonometak Labs, Long Song Records, Brigadisco

The Shipwreck Bag Show - Azioni reazioni by xabier iriondo

Reviews

La Scena Vittorio Lannutti
Ad un anno di distanza dallo sconvolgente blues psicotico ed introspettivo de “Il tempo...tra le vostre mani, scoppiaaaaaaaaaa!” il duo Iriondo/Bertacchini produce un altro intrigante ed interessantissimo lavoro, confermandosi il duo sperimentale più dotato del panorama italiano. In “Kc” Bertacchini non canta, ma stona volutamente testi tanto sintetici, quanto profondi e interospettivi, dai quali emerge una lettura della realtà assolutamente non convenzionale (quindi degna di preziosa attenzione), preservando alla base uno spirito punk dissacrante. Ascoltate con attenzione il rifiuto per le masse descritto in Siete solo tv o il cinismo presente de L’abitudine alla repressione. La struttura dei brani non è molto distante da quella dei primi Old Time Relijun, ma questa è una mia semplice deduzione poiché probabilmente questa vicinanza è casuale per un duo che non ha bisogno di riferimenti, data l’assoluta libertà con cui si muove. Diciamo piuttosto che l’accostamento con il gruppo di Arrington De Dionyso è ipotizzabile a causa del forte accento posto dal duo sulla ritmica sincopata e sul cantato spezzato, interrotto e stonato. In ogni caso è da ribadire la voglia di sperimentare della coppia con i numerosi noises creati dalle chitarre e al Mahai metak di Iriondo, grazie ai quali il sound si fa ora ipnotico (Corpi senza ragione), ora inquietante (Venite spiriti). I due bizzarri musicisti si dilettano anche a destrutturare l’ormai classico riff di Joshua Homme in Azioni/reazioni e irritare le nostre orecchie con con Ratti nella via e, come se non bastasse, ad alienarci con sonorità stranianti come in Capitani coraggiosi.
Solar Ipse Loris Zecchin
A un anno dal precedente “Il tempo...tra le nostre mani, scopiaaaaaaaa!”, il duo Xabier Iriondo (Six Minute War Madness, Uncode Duello...) e Roberto Bertacchini (ex-Starfuckers/Sinistri) torna a farci visita con un nuovo album. La caratura delle composizioni è sempre notevole, però il ring scelto per l’incontro ricorda più un “Muddy Waters in coito garage punk” che le formicolanti lamentazioni avant del passato.... L’’album è tutto un fiorire di meccanicità a bagno nel riverbero, procedere compulsivo e (finta) approssimazione dei dettagli. Appeal che potrebbe ricordare i desparecidos della in The Red, se non fosse per quel “brusio” dispensato a piene mani da Iriondo. Sorta di danza rituale siderurgica che conduce laddove non ti aspetteresti, tra afflizioni e strappi concentrici . Una grettitudine (in senso tutt’altro che denigratorio) lavorata in profondità e prodiga di coup de théatre al posto giusto. In valutazione numerica: otto su dieci.
SuperMizzi Guido Siliotto
Cambia rotta The Shipwreck Bag Show. Dopo le meditazioni attorno al blues dei due lavori precedenti, il duo composto da Xabier Iriondo e Roberto Bertacchini approda al rock, ma lo fa, ovviamente, in maniera del tutto personale. La prima cosa che colpisce in questo nuovo album, intitolato “Kc” (con un ritratto di Kit Carson in copertina), è l'adesione alla forma canzone, seppure a dir poco sui generis. Il suono elettrico di Iriondo è saturo, ricco di distorsioni. La batteria di Bertacchini, di cui conosciamo l'incedere claudicante, marchio di fabbrica per la musica di Starfuckers / Sinistri, stavolta pare invece normalizzata. Ma è proprio la voce di quest'ultimo che diventa protagonista, attraverso le liriche e il modo di cantare. Per le prime, il lavoro consiste nel togliere significati, nascondere il senso, mescolare le carte, con risultati qua e là dal vago sapore surrealista. La voce, infine, è l'elemento davvero spiazzante: stonata, obliqua, fuori fase, capace di scardinare ogni certezza. E quest'ansia del duo di tentare nuovi territori e superare i confini risulta oltre modo affascinante.