Your Very Eyes

Martedì, 1 Aprile, 2008
CD
9 tracks
Wallace Records, Amirani Records, Long Song Records, PhonoMetak Laboratories

Recensioni

Live Electronics Alessandro Cartolari
Nuovo incontro tra Iriondo e Mimmo, dopo la sonorizzazione del video Kurks di cui abbiamo parlato in un'altra recensione su live-electronics. Come in quella occasione la sede scelta per le registrazioni è a dir poco particolare, infatti in questo caso si tratta della chiesa di Santa Lucia alle Malve (una grotta) di Matera. L'ambiente è quindi fortemente ampio e profondo adatto ad enfatizzare la ricerca sonora del sax soprano di Mimmo, sempre dedito al suo studio timbrico e alla creazione di cellule fonetiche chiare e limpide. In antitesi a questo suono che potremmo dire di ispirazione lacyana, Iriondo lavora per sottrazione, offrendo al suo interlocutore suggestioni e semplici ambienti sonori. I suoi interventi low-fi ed esotici (notevole il suono del taisho koto in questo ambiente), sono sempre controllati, con apprezzabile attenzione e cura per i silenzi. Ottimi episodi come l'iniziale Psalm of days e la splendida Barn Swallow offrono una buona interazione tra le due realtà così lontane, l'arte “monacale” di Mimmo tra il rumoreggiare della bassa definizione di Iriondo. L'equilibrio è molto sottile, non tutto convince, in particolare quando si cercano interazioni per altezze a volte tirate per i capelli, ma la musica di questo cd vive di una stasi credibile, piena di episodi interessanti.
Freejazz
Without some interventions, in which Xabier Iriondo creates awful, ear- and brainsplitting high-pitched electronic noises over the otherwise great soprano sax of Gianni Mimmo, this album could have been excellent. It was recorded at the summer solstice in a 10th century church in Italy (what's this? a competition among avant-garde musicians to find the oldest church to play in?), leading to the typical hollow distant acoustics of the space it was recorded in. In essence, it is the sax that leads the music, all improvised, minimalistic and relatively accessible (but not always), with the guitar complementing the music with sounds that are usually not identifiable as coming from a guitar. John Butcher and Evan Parker come to mind, but also Lacy and Roscoe Mitchell. While most of the time Iriondo's guitar really contributes to the music, by offering depth, at other times his interventions are irritating, but luckily not too often. The album has its great moments, but its downsides too. A pitty.
MusicBoom Vittorio LoConte
Ancora una sorpresa dal leader della Amirani Records, il sassofonista soprano Gianni Mimmo: un´incisione effettuata nell´antica chiesa (risale al X secolo) di Santa Lucia alle Malve a Matera, sfruttando le risonanze e gli echi di quel luogo così speciale. Si tratta di un duo insieme a Xabier Iriondo, che usa dei rumori provenienti da lo-fi devices e due strumenti a corda dall´aspetto esotico, taisho koto e mahal metak. Anche l´aria, gli spazi, l´eco, i silenzi dell´alba, momento in cui si è deciso di registrare, contribuiscono a dare una mano alla riuscita di un lavoro originale, in cui il sassofono soprano del leader risulta cosí comunicativo e tale da attirare subito l´attenzione, messo a confronto con suoni stimolanti che emanano dalle corde, respiri intensi (come nel brano che dà il titolo all´album), rumori gracchianti, che subito ci rimenadano a Steve Lacy, maestro di Mimmo, ed a "Stations", brano inciso nel lontano 1972 in Solo per la Emanem, in cui improvvisava su una radiolina fuori sintonia. I due sono alla ricerca di qualcosa di immateriale, trovandolo attraverso il dialogo e l´esperienza di suono in corso, sorprendente anche per loro. Tra note acustiche che si caricano del fascino del luogo e le irregolarità delle corde e dell´elettronica si sviluppa una comunicazione che a tratti ha l´aspetto di una cerimonia sacra. Un aspetto moderno della loro musica, senza le banalità del post-moderno, in cui "anything goes", ma solo sulla superficie di correnti senza profondità alcuna.