Uncode Duello

Mercoledì, 1 Dicembre, 2004
CD
13 tracks
Wallace Records, Ebria

Recensioni

Blow Up Massimiliano Busti
La massa d'energia condensata in quella creatura minacciosa e terribile chiamata A Short Apnea, oggi deflagra scomponendo il proprio nucleo in una serie infinita di progetti a margine, di cui Uncode Duello non è che la più recente testimonianza. Paolo Cantù e Xabier Iriondo registrano un album che inocula nell'ascoltatore lo stesso buio livore de "Illu Ogod ... ": é la medesima aria nera che affanna il respiro, mentre un pulviscolo nero e soffice si annida nei polmoni e inizia la sua azione nefasta. Sono le ceneri del rock che si dissolvono, spazzate via da chitarre che non vogliono più saperne di armonia e intonazione, da voci strozzate in gola, da percussìoni che negano l'idea stessa di ritmo. Uncode Duello è una danse macabre parossistica e sfrontata, profanata con superbo distacco (la filastrocca, di Nursery Rhyme, il coro che squarcia l'insostenibile angoscia dì Debut Rescue) e scandìta da apparizioni fantasmatiche (i nastri in Riso Spezzato, la voce di Pasolini in PPP) che addizionano di ulterìore pathos una narrazione già di per se' drammatica. Musica austera, senza compromessi, che scende in profondità e scarnifica i nervi
MusicBoom
A seguire Paolo Cantù e Xabier Iriondo, due nomi e una garanzia. Accanto al progetto Tasaday e in seguito alle concluse esperienze con Six Minute War Madness (la storica formazione che ha donato il nome per assonanza al festival) e A Short Apnea, le circostanze della vita portano i due ad esprimersi in questo nuovo progetto tutto personale. Si impongono immediatamente con un impatto distruttivo tanto da non lasciare dubbi: ci sono tutte le carte in regola per farne i re della serata. Xabier, ricordiamo già chitarrista degli Afterhours, ci regala splendidi suoni dal suo laptop cromato Apple e strumenti di sua personale realizzazione: corde ed archetti, sinfonie ed alchimie perfette di rumori e dissonanze. Loop, microcampionamenti e delay effects riempiono gli spazi tra cambi di strumenti, voli pindarici ed eclettici a comporre un soundscape definitivamente perturbante. Paolo Cantù martellatore di chitarre ci regala attimi splendidi con il suo clarino, occhi estasiati hanno fissato la sua figura ormai ipnotica mentre i timpani vibravano galvanizzati dalla sua performance. Un incantatore di serpenti.
Comunicazione Interna Nazario Graziano
E' un senso di ansia e tensione quello che si avverte ascoltando i 48 minuti di Uncode Duello, titolo di un disco nonchè del progetto che vede in cabina di regia due mostri sacri della musica sperimentale italiana quali Paolo Cantù e Xabier Iriondo. Un disco difficile da inquadrare e da "raccontare", quando a comunicare emozioni non è la "classica" melodia ma una serie di divagazioni rumoristiche. Un disco d'avanguardia che unisce al noise analogico, nastri, voci sparse e strumenti artigianali di ogni sorta, legando il tutto con un filo rosso che apre in maniera sotterranea al free-jazz ("Growin'down"), alla musica di frontiera ("Finale"), alla fusion ("Soundtrack for UD"), al noise rock ("Free Steps") ed anche al ben noto post ("L'alba del disagio"). Questo e tanto altro è Uncode Duello, un duello senza leggi e senza codici tra due spadaccini che si "affrontano" a viso aperto sostituendo al fioretto, strumenti musicali di ogni sorta. Un disco nero ed oscuro, avvolto da una nebbia densa in cui ogni rumore mette inquietudine e paura. Uncode Duello è l'armadio in cui Xabier e Paolo racchiudono tutti i fantasmi che gli A Short Apnea avevano liberato dagli scantinati del suono. PS: ascoltate al buio "Anatomy Collides" e fatemi sapere.