Tutti i colori del Silenzio

Domenica, 1 Marzo, 2009
CD
1 tracks
Wallace Records

Recensioni

Velvet Goldmine Andrea Facchinetti
Sicuramente vi ricorderete di Damo Suzuki dei Can, non si può sbagliare o confonderlo con altri; ora gira per il mondo suonando con musicisti locali, musica diversa ogni volta e in evoluzione.Qui in Italia si è ritrovato con il meglio della sperimentazione locale: Xabier Iriondo (chitarra elettrica, mahai metak), Mattia Coletti (chitarra elettrica), Diego Sapignoli (batteria e percussioni) e Andrea Belfi (elettronica). Come dice lo stesso Suzuki, in questa traccia unica (per poco più di quarantacinque minuti), servono un menù giornaliero per un pubblico di mentalità aperte a cui piaccia viaggiare con la testa.Il tappeto sonoro, o bordone, che si viene a creare, raggiunge paesi lontani e segue - come un cane fedele - la voce del padrone; percussioni, voce ed elettronica costruiscono una maglia indistruttibile che, minuto dopo minuto, va a completarsi.Network interessante e ben riuscito, speriamo solo che si possa ripetere al più presto e che, l’ispirazione e l’improvvisazione possa aumentare.
Audiodrome Gianpaolo Cristofaro
Damo è libero. Il concetto di improvvisazione dietro le migliori composizioni dei Can è diventata una rete mondiale di musicisti che danno vita concerto per concerto a ciò che Damo chiama “composizione istantanea”. Ed in effetti non ha nulla a che vedere con le classiche improv jazz o improv tout court: è energia catalizzata dal magnetismo di Suzuki e della sua voce senza tempo che si trasmette ai musicisti e al pubblico accorso per assistere ad una sessione di scultura del suono che produrrà qualcosa di diverso ogni volta ed ogni volta unico e non ripetuto. Tutti I Colori Del Silenzio è stato registrato il 15 Luglio 2006 al circolo culturale “Luogo Comune” e vanta la combo del network italiano al completo. E che formazione. Iriondo e Mattia Coletti alle chitarre elettriche, Diego Sapignoli batteria e percussioni varie, Andrea Belfi ad occuparsi delle scintille elettroniche. E un lungo salmodiare, ora lieve, ora duro e concitato, del cantante di origini orientali a far da collante. Unica traccia lunga circa quarantasei minuti, senza che la noia faccia la sua comparsa e tanto amore per la musica e per l’effetto unificante che risiede in essa. Certo è un campo non particolarmente agevole in cui addentrarsi in ambito di valutazione, ma questa nuova uscita della rete suzukiana è tra le migliori proposte finora. Mezza stella in più e conclusione lasciata al leader: “Il mio network è ovunque e il suo fine è imparare a condividere l'energia. Questo è il mio antidoto alla violenza. Componiamo brani musicali sul momento e il metodo si chiama 'composizione istantanea' ed ogni volta è una nuova sul palco e per il pubblico. Ogni anno suono con 400 musicisti diversi in cinque continenti. Nuovo e vecchio non riguardano la creazione della musica. C'è solo buona musica e cattiva musica. Quello che faccio è molto casuale e non è paragonabile a nulla. Do molto peso al processo creativo e nessuno al prodotto. Serviamo un menu giornaliero per un pubblico di mentalità aperta a cui piaccia viaggiare con la testa”.
Onda Alternativa Doriana De Marco
Ancora Damo Suzuki? Si, pare che il vecchio veterano non si fermi mai, e questa volta ci diletta con un'unica traccia da ben 46 minuti di pura improvisazione. Inizia tutto con un gioco jazz strumentale supportato da vocalità visionarie da sciamano: la voce di Damo che passa da un tono rauco che fa il verso a Barry White a cantilena oscura e alienante, fino alle espressioni blues più classiche. Ci sono momenti di noise puro, il tutto è frutto dell'improvvisazione, un viaggio lunghissimo nei meandri dell'indefinito. Cultura musicale eletta e sperimentazione ai limiti dell'assurdo che si fondono per dare vita a una raccolta di momenti più o meno vocali dalla più o meno intensità. Damo è quasi totalmente padrone ed è lui a fornire la dinamica totale.Nonostante questo, non si può non citare una più che ottima ensemble alle spalle tra Mattia Coletti (chitarra elettrica), Diego Sapignoli (batteria) assolutamente incredibile in questa performance, Andrea Belfi (qui all’elettronica) e l’immancabile Xabier Iriondo (chitarra elettrica e mahai metak). Non dimentichiamoci che questo "tutti i colori del silenzio" è registrato dal vivo, un ottimo esempio dell'indole del giapponese, del suo modo di affrontare la musica e soprattutto i live. “Tutti i colori del silenzio” è il viaggio attraverso un sogno no-wave, la colonna sonora straziante dell'inconscio più confusionario. E viene tutta dal cuore, senza filtri, spesso sorprendendo.A volte si chiudono gli occhi, a volte si battono le mani e si muove la testa, a volte si aggrottano le sopracciglia in un espressione di incomprensione. Citiamo per chiudere l'apertura ritmica del finale, preludio della conclusione di una fantastica improvvisazione da ben 46 primi e 51 secondi. Damo sputa la sua ultima lirica e lascia sfumare gli strumenti, stanchi. Buona prova.