Sinistri with Xabier Iriondo / Ovo - Phonometak Series 3

Sabato, 1 Settembre, 2007
10"
2 tracks
Wallace Records, Phonometak Laboratories

Recensioni

Debaser Roberto Michieletto
Quattro brani per gli Ovo e due per i Sinistri e così prende forma lo split tra due dei gruppi più interessanti, oltre che musicalmente rilevanti, del panorama sonoro nostrano, laddove - nel caso specifico - la costante è rappresentata dalla presenza di Xabier Iriondo (iniziavo a sentire la sua mancanza, visto che pareva aver messo un freno alla mania di presenzialismo...) in qualità di ospite su un pezzo di Ovo e su entrambi quelli dei Sinistri. Per quel che concerne la prestazione offerta dell'accoppiata Stefania Pedretti e Bruno Dorella occorre annotare come la formula da loro ideata venga ulteriormente indagata e approfondita, materializzando quel misto parapsicologico dove doom e avanguardia rock sperimentale sanno tanto convivere quanto sopravvivere di vita propria e distinta. Striscianti, perversamente allegorici e freak nell'essenza più creativa del termine, ma sempre nel nome di un'oscurità paranoica che conserva un pesante alone metallico, rarefatto, contorto o esplicito. Con i Sinistri la faccenda si fa più aleatoria, non perché prima regnasse l'ordine, anzi la costante del caos domina la totalità delle sei tracce, ma perché tale risulta la percezione dell'ascoltatore. A livello epidermico direi che paiono più orientati alle destrutturazioni funky di quanto non lo siano stati sinora, ma è chiaro che l'affermazione va inserita nel contesto di scatti ritmici, contorsioni chitarristiche e minimalismo noise dilatato. Trattandosi di un incontro, ma anche di uno scontro, non posso esimermi dal dichiarare un vincitore, che nel caso specifico è Ovo!
Il Tirreno Guido Siliotto
Terzo volume per “Phonometak Split Series”, collana rigorosamente in vinile 10 pollici, che vede stavolta lo spazio a disposizione sulle due facciate ripartito tra due delle più grandi band italiane, ovvero Ovo e Sinistri, entrambe coadiuvate da Xabier Iriondo, impegnato con il Mahai Metak, strumento elettronico a corde di sua invenzione. I primi, al solito, si muovono su territori in cui si lambisce il terrorismo sonico, nella ricerca spasmodica di una libertà espressiva capace di restituire la furia catartica attraverso il recupero dell'urlo primordiale: noise e no-wave le possibili coordinate descrittive dei 4 pezzi proposti dal duo sul lato A. Per i toscani Sinistri (ex Starfuckers), due brani interamente strumentali che rappresentano l'ennesima occasione per affinare un discorso che ormai ha superato il punto di non ritorno, dove i fondamenti di un modo di suonare del tutto personale e l'inconfondibile pulsazione asincrona diventano la base per escursioni verso le radici del funk e del dub, anche attraverso una perfetta scelta dei suoni.
Komakino Paolo Miceni
Expressions of madness, allegory and bizzarre are the leit motiv of OvO's production, since ever, whose theatre the two core members Stefania Pedretti (?Alos, ex Allun) and Bruno Dorella (Ronin and Bar La Muerte rec's head) are actors and grinding animals. It looks like They finally decided to follow a melodic line, guided by percussions and dirty cutting guitars and bass, btw the vocals are still crazy and psychotic, in a punk attitude totally away from a song You would dedicate to Your mother. - Last track Ikusi Itsasoa is sinister yet quiet, like small spirits and smoking ghosts swirling through the darkness, while a flute starts trembling and plays by the wind, a guitar sounds metallic and a final pesky noise grows. Suicide Music. Sinistri (formerly Starfuckers) are noise makers, free broken minimal music, featuring Xabier Iriondo playing His homemade creature Mahai Metak, an odd resounding strings instrument which enriches the syncope of concrete and free jazz, in two versions, titled funk and dub (somewhat questionable as label), a double suite of nine minutes, asymmetrical and mute Espressioni di follia, allegoria e bizzarro, sono questi il leit motiv della produzione degli OvO, del cui teatro i due membri cuore Stefania Pedretti (?Alos, ex Allun) e Bruno Dorella (Ronin e boss della Bar La Muerte) sono attori e animali che degrignano i denti. Sembra quasi che abbiano deciso di seguire una linea melodica, guidata da percussioni e chitarre e basso dal taglio sporco, in ogni modo il 'cantato' è ancora pazzo e psicotico, in un'attitudine punk totalmente lontana da quella che sarebbe una canzone che dedichereste alla mamma. - L'ultima traccia, Ikusi Itsasoa, è sinistra quanto quieta, come dei piccoli spiriti e fantasmi fumanti che svolazzano nelle tenebre, mentre un flauto franto e sospeso risuona nell'aere per il vento, e una chitarra suona metallica e in un fastidioso crescendo finale. Musica suicida. I Sinistri (fu-Starfuckers) sono noise-maker, musica minimale spezzata e libera, che vede la presenza speciale di Xabier Iriondo a suonare la sua creatura fatta in casa il Mahai Metak, bislacco strumento a corde risuonante che riesce ad impreziosire la sincope del free jazz concreto, in due versioni, una a titolo funk l'altra dub (termini piuttosto opinabili), una doppia suite di nove minuti, asimmetrica e muta.