Sinistri with Xabier Iriondo / Ovo - Phonometak Series 3

Sabato, 1 Settembre, 2007
10"
2 tracks
Wallace Records, Phonometak Laboratories

Recensioni

RockLab Daniele Guasco
Per la terza uscita che vede la Wallace affiancare i Phonometak Labs di Xabier Iriondo - quindi reperibile solo in vinile a 10” - i due gruppi chiamati a riempire i solchi sono tanto lontani musicalmente quanto vicini nei risultati raggiunti nell'impresa di portare nuova linfa alla musica italiana: gli Ovo e i Sinistri. Il lato dedicato al duo Pedretti/Dorella ricalca quello a cui gli Ovo ci hanno abituati: furia sonora, rumori deliziosi, un suono torbido e avvolgente che colpisce con mira da cecchino grazie al peso degli strumenti e alle taglienti lame vocali. Tutto questo va a concretizzarsi in sole quattro tracce per poco meno di quattordici minuti di musica tra momenti deliranti ed altri più meditati ma sempre indirizzati a una ormai classica oscurità del suono. In pratica, i soliti ottimi Ovo. Non sorprendono neanche gli splendidi dieci minuti di singhiozzante improvvisazione dei Sinistri, capaci di dare vita al solito serpente sonoro che lentamente avvolge l'ascoltatore tra spire funkeggianti, un ritmo ossessivamente ancheggiante e delizie chitarristiche. In poche parole un ottimo vinile, capace di raccogliere le idee di due delle più interessanti e longeve proposte musicali italiane che in questi due lati riescono a riversare la loro bravura e la loro personalità dandoci un ascolto mai banale né stancante.
Music on Tnt Loris Gualdi
I lettori di Music-on-tnt ormai dovrebbero conoscere a fondo la mia particolare affezione per Bruno Dorella e per i suoi progetti. Credo infatti di non essere mai riuscito a parlarne male, talvolta mi impegno ma non c’è nulla da fare. Nell’ambiente underground, il papà dell’etichetta “Bar la Muerte” riesce con la sua schizoide poliedricità a produrre sensazioni nerborute che non lasciano di certo impassibili. La nuova proposta della Wallace è quella di proporre una sorta di Split 10’’, sezionato in due classiche facciate viniliche. Nel side A prende residenza Stefania Pedretti e Dorella, per dar vita al bislacchismo degli OvO, che sarà il voler disorientare o sarà l’ospitata Di Xabier Iriondo, ma appaiono addirittura armonici con “Tiki 2007” e l’esplorativa “Rojo Camionero”. Lo strumento voce esiste e non può essere altrimenti, quello che è sensibilmente cambiato sono le arie più lontane da “OvO victis”, con introduzione di darkeggianti sviluppi come in “Ikusi Itsasoa”, che si mescolano con naturalezza proto rumorista. Il lato b del disco è curato da Sinistri featuring (come va di moda dire oggi) Xabier Iriondo, che dona al terzo volume di Phonometak la sua enorme esperienza. L’ex Six Minute War Madness, regala al disco l’inusuale suono del Mahai metak che esce direttamente da www.soundmetak.com, negozio specializzato in oggetti e strumenti musicali particolari. Fedeli allo spirito minimal rumorista, i due brani del lato b “Metak funk report” e “Metak dub report” portano in dote esercizi di stile, che incuriosiscono ma non riescono a decollare, nonostante la discreta maturazione menscevica.
Rockit
Terza uscita per la serie di split nata dalla collaborazione tra la Wallace Records e la Phonometak Lab dell'ex Afterhours Xabier Iriondo (che in questa uscita collabora con entrambe le band). Solito vinile 10" e solita dose di avanguardia intelligente. Su un lato ci sono gli ottimi Sinistri, si fanno notare con due brani strumentali tra jazz, funk e psichedelia deviata e figlia dell'ambient di Brian Eno - citerei la collaborazione di Robert Wyatt in "My life in the bush of ghosts" (di Eno e Byrne). Si volta il disco ed ecco gli ormai celebratissimi - meritevolmente - Ovo, presenti con quattro brani paranoici e disturbanti come solo loro, in Italia, sanno fare. Nel dettaglio, la proposta del duo parte dalle inquietanti e cadenzate atmosfere di "Rigaerstrasse", quattro minuti di puro inferno, passa alla grottesca e spiazzante filastrocca "Tiki 2007" ed alla brutale "Rosso Camionero", batteria e urla strazianti come nella migliore tradizione, per chiudersi con "Ikusiitsasoa", brano di chiaro stampo rumorista che si avvicina alla musica concreta. Il cuore pulsante dell'avanguardia tricolore batte qui, tra elaborazioni soniche e inquietudini sensoriali che nulla hanno da invidiare alle band d'oltreoceano.