Milano Original Soundtrack

Giovedì, 1 Aprile, 2010
CD/LP
14 tracks
Bagana

NOGURU - Ieri è un altro giorno by xabier iriondo

Recensioni

Sentireascoltare Fabrizio Zampighi
Psicopatologia della metropoli. Quasi si trattasse di un Mingus periodo Pithecanthropus Erectus con il suo jazz selvaggio e rumoroso, (in)civilizzato e legato indissolubilmente ai suoni della città. Solo che qui si parla il linguaggio delle chitarre elettriche, tra Contortions e Dead Kennedys, sax sguinzagliati in stile ZU e schegge punk, fuori dalla New York di fine Cinquanta e dentro l'attualità alla cocaina del capoluogo lombardo. Anche se poi una New York spunta davvero in Milano Original Soundtrack: quella no wave. Con tanto di sprazzi free, tempi dispari, scambi incandescenti tra elettriche e batteria vergati da musicisti come il borderline per scelta/sperimentatore per attitudine Xabier iriondo. Quest’ultimo colto a incrociare le armi con il quartetto Scaglia-Marcheschi-Talia-Briegel, un gruppo di lavoro che ai vecchi fan dei Ritmo Tribale dovrebbe come minimo far saltare le coronarie. Tornano i Novanta. E se in Neve sembra di stare ai tempi dell'Edda capellone, in Amore mutuo fa capolino un disco come Germi mentre in generale si respira un senso di déjà vu controllato e quasi inevitabile. Un'approccio che è marchio registrato di questa generazione di musicisti, tanto da apparire credibile oltre ogni previsione nell'unione instabile col nichilismo newyorkese e talvolta persino capace di rinnovarsi (come nel caso della fusion strumentale di Perle ai Porci o nei rimbalzi spigolosi del singolo Fuoco ai pescecani).Insomma alla fine di ritorno si tratta. Ma degno e sensato.
Blow Up Stefano Bianchi
Stefano "Edda" Rampoldi è tornato l'anno scorso e adesso tocca ai NoGuRu, vale a dire gli ex Ritmo Tribale Andrea Scaglia (voce e chitarra), Alex Marcheschi (batteria) e Briegel (basso) con Xabier Iriondo (chitarra), formazione completata dai contributi dell'ultimo ex Ritmo Tribale Luca Talia Accardi a tastiere e campionatore e di Bruno Romani dei Detonazione al sax e al flauto traverso. Il rock dei NoGuRu è abbastanza deiverso da come ricordavo i Ritmo Tribale, più complesso e stratificato sia nel suono, complicato nell'uso delle chitarre (Ieri è un altro giorno) e dagli inserti free di sax (Fuoco ai pescecani, Non mi passa), che nella voce, oggi è più introversa e, a tratti, quasi astiosa. Ne esce fuori un bel mix "avant" di hard scheletrico e garage-punk (le ottime Cammino con le mani e Mare divano, con citazione-omaggio a Love Will Tear Us Apart dei Joy Division) con buona attenzione alla riuscita melodica (Neve, Il deserto degli dei, Bassa fedeltà, la cover di Complication dei Killing Joke) ma senza mai essere ossessionato. Gli Afterhours migliori sono dietro l'angolo (il ritorno di Iriondo su climi più squisitamente rock si fa sentire) ma la cosa non si esaurisce certamente qui perchè è anche la presenza di Romani a influire molto e più che positivamente. Improvvisamente mi rendo conto che di questi nuovi Ritmo Tribale c'era bisogno già prima che uscisse il disco, che ancora non è perfetto ma è già molto promettente.
Osservatori Esterni
Un disco necessario, quanto un brandello di cielo a Milano Vivete in città e la vostra vita fa schifo? Questo disco vi darà una mano. Qui è Milano che parla. La metropoli che disorienta, strappa l’aria, i sogni, le impressioni. Altro che Milano da bere, altro che settimana della moda. Rimbalzando tra cibi surgelati e stanze vista muro pagate a stenti, con una maglia a coprirvi le spalle e la televisione accesa sempre. Anche per l’amore vi serve un mutuo. E i capelli imbiancano. “È la fine che non si vede” si canta, e se non si vede è perché ormai ci si è ficcata dentro. “La Vita Agra” di Bianciardi, “La Vita Grigia” dei Diaframma. Questo. Uno smarrimento inevitabile, persi tra ansie-semafori-claxon e sacchetti della spesa. Senza più un volto. Volto dentro ri-volto, a scrutare insinuarsi la fine. Quando la fine ci cova dentro. È qui che Milano partorisce ancora. Partorisce un disco necessario e rivolto al cielo. Claustrofobico ma rivolto al cielo, a quel brandello di cielo che il cemento non è riuscito a oscurare. “Ritornare non è Possibile” si canta in “Fuoco ai Pescecani”, primo singolo estratto da "Milano Original Soundtrack", disco d’esordio del progetto milanese NoGuRu. Un esordio-ritorno. A dar vita a NoGuRu ci pensano infatti gli ex Ritmo Tribale Scaglia, Marcheschi e Briegel; assieme con Xabier Iriondo, storico chitarrista di quegli Afterhours tempi d’oro che hanno fatto scuola nel rock alternativo italiano. Il tutto con la collaborazione di Talia (campionatori e tastiere) anche lui ex Ritmo Tribale, e di Bruno Romani (sax, flauto traverso) ex Detonazione. Gente che ha tenuto a battezzo il rock nostrano con le proprie mani. E fidatevi, si sente. Venti secondi di un “intro” a metà tra la sigla di un quiz televisivo e il tendone di un circo e si parte. “Ieri è un altro giorno” è puro furore post-punk; i Fluxus scontrati col Teatro degli Orrori in autostrada, tanto per non sconfinare. È la parola “Resurrezione” ad aprire il disco, e non è lì a caso. “Fuoco ai Pescecani” ci trasporta su ”una canoa che scivola”, attirata dal nulla-corrente come “il ferro con la calamita”. Ho la pelle come un’oca nostalgica. Trascinante. “Tempo” è malinconia pura, tra “chorus” e ricordi di padri che affiorano. Straziante. “Divano Vista Mare” varrebbe una menzione speciale solo per il titolo, e per la fusione al culmine con “Love Will Tear Us Apart” dei Joy Division. “Complicato” proviene direttamente da Killing Joke anno 1980. E poi “Amore Mutuo”, “Neve”, e “Bassa Fedeltà”, a chiudere l’album così, senza soluzioni né sentenze, con un “Ho bisogno di sapere perché”. Risorgere per porsi domande e non trovare risposte. Saranno andate a puttane anche le risposte, tanto ormai ci vanno tutti. Un disco di rock italiano come non si sentiva da tempo. Suona come suonerebbero gli anni novanta oggi, se la scena musicale non fosse andata in cancrena. Ritmiche pulsanti, chitarre stridenti e saxofoni schizofrenici danno la forma. Per la sostanza ci pensa Milano, madre assoluta di questa perdita/assenza di sostanza. Non è un disco per risollevarvi dal torpore e dalla noia. O forse sì. Ma se lo farà, lo farà spingendovi sempre più in basso, col culo a terra. Toccare il fondo per poi risalire. Non c’è altro da fare. Benvenuto tra noi NoGuRu, e restaci più che puoi. Buona fortuna.