...just arrived

Lunedì, 1 Marzo, 2004
CD
8 tracks
Wallace Records

Recensioni

Octopus Mathias Dreyfuss
…Tout juste débarqué sur cette terre (la nôtre ?) en apparence peu hospitalière, agressive, saturée d’énergies sonores contradictoires, cet album aux allures extraterrestres, voire d’apocalypse savamment mises en scène par l’emballage, arrive, il est là, et déjà le sentiment de le voir fuir devant nous… Insaisissable passage d’une musique enfantée dans la douleur d’un travail obsessionnel et fascinant sur la matière sonore, rouillée, triturée, fissurée de toutes parts par cet étrange conclave – deux groupes italiens entre post rock et noise ici confrontés – réuni trois jours durant de l’automne 2001 dans l’enfer d’un studio d’enregistrement autour de guitares électriques, basses, percussions, d’un rhodes et de bandes magnétiques égarées. Le montage du tout a nécessité quelques années supplémentaires pour aboutir à ce résultat intranquille... Voix distantes remixées et noyées dans une musique glissante et insituable, amorces d’organisation sonore perturbées et court-circuitées à mesure de l’avancée sur ces espaces barrés d’embûches : l’auditeur se voit sans cesse contraint, interrogé, aspiré même dans cette étrange aventure d’écoutes multiples et écartelées. Pour qui choisit de se laisser ainsi passer sur le corps au long de ces trente-six minutes de résistance à l’idée même de musique comme « passe-temps », l’épreuve peut se muer en intérêt, voire, au prix d’autres efforts encore, en une saisissante expérience de déconditionnement… Il s’agit ici clairement de musique expérimentale, de chemins cherchés, évanouis, retrouvés quelques secondes, mais où le sentiment de la délivrance a semble-t-il été refusé jusqu’au bout. Tout le contraire de ce que le langage actuel a pu nommer avec un certain degré de cynisme l’écologie sonore.
Kathodik Marco Carcasi
Nel Novembre 2001 gli italiani A Short Apnea e gli statunitensi Gorge Trio si ritrovano in una sala della periferia milanese e si concedono tre giorni di totale improvvisazione, chitarre elettriche e preparate, batterie, piano Fender Rhodes, organi, nastri; tutto e di più. Seguono tre anni di ascolti e discussioni sul materiale prodotto, tre anni che trascorrono distillando l'utilizzabile dall'inutilizzabile per poi spararci dritti in faccia questi 36 minuti di sconnessioni finto psicotiche che rappresentano la visione degli A Short Apnea su quei tre giorni trascorsi liberamente in viaggio nel suono. Siamo ad un passo dalle produzioni della Fmp e più di una volta nel corso dell'ascolto si materializzano gli spettri ghignanti di Bennink e Brötzmann nell'incedere di certe burrascose progressioni ritmiche ma siamo nel 2004 ora e quindi scorrono senza apparente contrasto sotto i nostri occhi scatti no wave ed escursioni su praticelli prossimi al no rock degli Starfuckers ma senza istanze funk a spezzettare il tutto. Impossibile districare la matassa, i due gruppi si incorporano e scorporano in una serie incessante d'ipotesi frastagliate che solo raramente si ammorbidiscono in qualcosa di più liquido. La quinta sezione tenta di rendere meno monolitico il programma ma è comunque come infilarsi un bastoncino di carta vetrata nelle orecchie, ed allora piace ed affascina notevolmente questa serie di scarti chitarristici ora ebetizzati ora fragorosamente ritorti su se stessi in uno sputo molto Pere Ubu di periferia del mondo come la sesta porzione strumentale mirabilmente ci dimostra. Tre giorni di registrazioni, tre anni di cogitamenti; 36 minuti di succo. Ci basta? Per il momento risposta affermativa tanto poi questa è soltanto la visione personale degli A Short Apnea e quindi manca ancora all'appello quella del Gorge Trio. Arriverà in futuro prima o poi vero?....
Sands Zine Alfredo Rastelli
Non proprio ‘appena arrivato’, il temuto incontro tra A Short Apnea e Gorge Trio; l’aspettavamo infatti già da diversi anni, precisamente dal novembre del 2001, quando la notizia di questo sodalizio aveva tenuto banco tra le cronache dell’indie nostrano e gli infiniti rimandi avevano già contribuito a farlo diventare un oggetto mitico. Adesso che l’abbiamo finalmente tra le mani possiamo verificare con mano (orecchio) cosa è venuto fuori da questo incontro tra due delle band più quotate in ambito free-rock. Ci mancavano da un po’: del Gorge Trio potremmo verificarne la tenuta con il nuovo disco in uscita in estate per la benemerita Skin Graft; degli ASA non si sa ancora nulla di preciso ma scampoli di essi li ritroviamo spesso nei lavori che i tre fautori tengono al di fuori del gruppo madre. “…Just Arrived” è il frutto di tre giorni di improvvisazione radicale in cui i due gruppi si sono sfidati a colpi di guitars (electric e table), drums, rhodes piano, organ e tapes. Il tutto è stato poi tagliato, ricucito e missato in studio, senza pause, dagli A Short Apnea, conferendo al disco un’omogeneità di fondo che va oltre le più rosee aspettative. Questo sestetto applica la tecnica collagistica e le sonorità no wave ad uno spirito free jazz (Port 4 ….31 08 2003, Port 7 ….17 11 2001), destruttura il rock (Port 6 ….19 07 2001), invade i confini della sperimentazione elettronica (Port 1 ….24 02 1997). Spiriti affini, sicuramente, tanto che non si riesce a capire dove finisca l’abilità di uno e inizi quella dell’altro. Se il suono secco e graffiante è certamente quello che ha recentemente esibito, dal vivo e nel tour CD dello scorso anno, il Gorge Trio, l’uso percussivo delle table guitars e dei nastri analogici non può che richiamarci gli sperimentalismi tanto cari ad A Short Apnea. Più difficile l’attribuzione di determinate aperture post-rock che riconducono agli esordi di entrambe le band. Alla fine, poco importa; resta un suono in gran parte devastante ed incompromissorio, ostico ma tutt’altro che indigeribile. Non ve ne libererete facilmente.