Eclipse

Mercoledì, 1 Aprile, 2009
CD
13 tracks
Wallace Records, Phonometak Labs, Amirani Records, Recommended

EAReNOW - Eclipse by xabier iriondo

Recensioni

Preavy Rotation Andrea Prevignano
Difficilissimo collocare in una gabbia classificatoria Eclipse, secondo album degli EAReNOW, lavoro complesso e pieno di sfumature. Il trio composto da Paolo Cantù, Xabier Iriondo e Alberto Morelli mette in scena piani sonori stranianti, che stanno a mezza strada tra il postrock dei Gastr del Sol, le avanguardie del teatro musicale di Mauricio Kagel, la musica elettroacustica e i preludi degli A.E.o.C. “Pairidaeza” esprime al massimo la potenza di questo lavoro: nei suoi momenti più fragorosi l’harmonium, le autoharp e il fondo elettroacustico del mahai metak di Iriondo creano un drammatico luogo sonoro che richiama i grandi unisoni di Penderecki. Un lavoro decisamente fuori anche dai canoni dell’avant-rock, piuttosto vicino alla musica colta del secondo dopoguerra. Intelligenza di altri tempi.
Sodapop Andrea Ferraris
Qualcuno di voi se li ricorderà per un bel 3" mcd d'esordio che ormai risale al 2003, ma mai ritorno fu più gradito: questo disco è splendido, vi suggerirei di appuntarvelo in agenda fra le cose che vale la pena di provare ad ascoltare. Ci ho impiegato un po' di tempo per recensirlo, ma solo e semplicemente perché il tempo che ho è quello che è, ma credo che insieme all'ultimo Rapoon sia uno dei dischi da recensire che ho ascoltato con più piacere da un po' di tempo a questa parte, tutt'altro genere ma stesso tipo di godimento. Il "trio" si compone di Xabier Iriondo, Paolo Cantù, mai sufficientemente ricordato "ghost-player" in A Short Apnea, Uncode Duello ed in buona parte dei lavori in cui vedete comparire Iriondo e Alberto Morelli, che ha suonato "solo" su dischi di De Andrè, Dissoi Logoi, Tangatamanu ed una riga di altri lavori; come se una tale line-up non bastasse, al nucleo si sono aggiunti anche Gianni Mimmo, Federico Senesi, Roberto Mazza, Rosa Corn, Federico Cumar e Cristian Calcagnile. Come avrete immaginato leggendo alcuni nomi degli ospiti il disco flirta.. anzi, sfocia in modo prepotente nella musica colta, musica contemporanea quindi e lo fa senza nessun tipo di riserva, il fatto è che si tratta sì di musica contemporanea, ma che resta comunque molto fruibile e più che mai evocativa. Per quanto sia patetico fare dei nomi ed accostare i dischi di cui parli a quelli di altri musicisti, se potesse aiutare ad inquadrare il lavoro diciamo che dal primo momento mi ha fatto venire in mente compositori come David Shea, alcuni lavori non seriali di Riley per il Kronos Quartet, oppure Bryars quando non nasconde di essere un ex-jazzista e si concede alla contemporanea. Il disco è molto vario e in alcuni punti ricorda davvero alcune cose di Shea e lo fa citando continuamente quell'approccio da compositore di colonne sonore (non a caso Shea in parecchi dischi ringrazia Morricone, Trovaioli, - ed anche Scelsi - per averlo ispirato), visti gli accostamenti è facile pensare che ci sia un richiamo al minimalismo, ma giusto per alcuni tipi di soluzione stilistica e di gusto, anche perché poi di ripetizioni quasi a loop e di serialismo non c'è n'è la minima ombra. Fra i singoli suoni e gli arrangiamenti di fiati ci sono delle chicche mica da ridere: melodia, evocazione, un minimo di accostamento alla tradizione e qualche suono più sperimentale, tutto che fluttua in equilibrio su di un filo invisibile grazie a cui gli EAReNOW rendono ascoltabili dei passaggi e delle tensioni stilistiche che altrove peserebbero una tonnellata. Un gran disco che oltre a trovare casa su Wallace, Phonometak e Amirani vede la comparsata inedita della ReR Megacorp e scusate se è poco.
La Scena Vittorio Lannutti
Il secondo lavoro degli EareNow è a dir poco cerebrale e complesso. In questi 14 brani il trio formato da Iriondo, Cantù e Morelli sperimenta tantissimo, lasciandosi andare ad un flusso di coscienza musicale. Il sound esplorato non ha niente a che fare con il rock ma è pura avanguardia musicale, spesso minimale e radicalmente sperimentale. Gli EareNow ci proiettano così nel periodo del primo dopoguerra, tant’è vero che in alcune occasioni rimbalzano alla mente le malinconie del primo Capossela (Starting eclipse), quello appunto più legato a quelle atmosfere malinconiche e di passaggio. Il minimalismo cui giungono i tre artisti non è poi così distante dalla rarefazione cui erano approdati i Gastr Del Sol anche in virtù dell’apporto del clarinetto di Cantù e dell’oboe dell’ospite Roberto Mazza che vestono la musica di un’aura classica. Il tutto, poi, sapientemente decontestualizzato da particolari legami territoriali: un libero fluire della musica dove si intravedono suoni della mittle Europa così come mediorientali