2partiMOLLItremolanti

Martedì, 1 Aprile, 2003
mCD
2 tracks
Wallace Records

Recensioni

MusicBoom Luca Fusari
Viene da pensare che ci sia una fetta dei gruppi che gravitano nell’orbita dell’etichetta Wallace molto vicina a disegnare una vera e propria tendenza estetica. Forti anche e soprattutto di cospicue vicinanze geografiche ed artistiche (nonché pure dell’interscambio di alcuni membri), band come Tasaday o A Short Apnea (per non parlare dell’avventura dell’Arrington de Dionyso Quartet) hanno negli ultimi anni aperto un consistente varco verso musiche ‘totali’, fatte di manipolazioni timbriche/sonore più che di canzoni, cercando di portare ai limiti forme ed espressioni mutuate, a seconda delle circostanze, tanto dal rock meno risaputo quanto dall’improvvisazione radicale o dal rumorismo industriale. Il progetto 2partiMOLLItremolanti si inserisce in pieno in questa scia, utilizzando le modalità compositive in questione ma riestringendole ad una formazione di due elementi (restrizione forse più decisiva dal vivo che su disco, crediamo), e dando alle stampe un mini-cd i cui poco più di 20 minuti di musica sono spezzettati in due sequenze sonore assemblate mediante le tecniche più disparate, suonando ‘normali’ chitarre o facendo sputare vibrazioni, bleeps e frequenze varie a computer e simili, effettuando interventi di manipolazione sonora pesante (in tempo reale o in post-produzione, non ci è dato di saperlo) o inserendo qua e là rumori, ronzii o suoni e voci ‘trovate’, in un accumulo di possibili livelli di esecuzione e lettura quantomeno affascinante, in un breve viaggio tra panorami sonori (che anche nella brevità ha una delle sue virtù). Non avrebbe senso riportare qui una specie di ‘libretto dell’opera’ che vi raccontasse quanto dura la sequenza di chitarre con delay piuttosto che la terza parentesi noise, o quale sia l’evoluzione di ognuna delle due sequenze. Mi limiterò a segnalare e a consigliare caldamente a chi tra voi già frequenta certi ambientini questo mini, primo di una serie ad hoc stampata su supporti da 3 pollici: ennesima delle tappe di un discorso che si fa sulla creazione, manipolazione e sull’esplorazione delle possibilità comunicative del suono prima ancora che della ‘musica’ tradizionalmente intesa, senza che ci si riduca a creare sottofondi per training autogeno o peggio ancora per aperitivi macrobiotici.
Kathodik Marco Carcasi
Mirko Spino inaugura la "Wallace Mail Series" in cd da tre pollici con un lavoro che definire un botto è un puro e semplice eufemismo; questi 2partiMOLLItremolanti (Xabier Iriondo di A Short Apnea e Marco Tagliola per la cronaca) ci propinano infatti un due pezzi che letteralmente acceca per la luce che emana. Due lunghi brani per venti minuti di musica assolutamente onirica ed altrettanto ferocemente lucida nell'esposizione, chitarre in loop e suono che scompare, nastri deliranti e sublimi incursioni popolari; distese placide e terrificanti stridori di fondo. Mi ripeto; un piacevole sogno spinoso. Riuscirà Luciano ad Acciuffare lo Zenith apre emanando tutto intorno potenti aromi Popol Vuh in una danza pagana capace di ricordare anche alcune delle pagine più belle scritte dal signor Alio Die in un connubio perfettamente riuscito di oscuri suoni materici e sublimi ripetizioni strumentali, il finale del brano con un brandello di melodia popolare che lentamente si appropria di tutto lo spazio sonoro a disposizione è assolutamente strepitoso. Mannesmann l'incantatore ci parla di luoghi dove il sole pare non voler tramontare mai e nel suo torpido svolgimento ci cattura con trame degne dei Can, ma anche di certe antiche sedimentazioni Pere Ubu quando i sinth prendevano il controllo della situazione a generare atmosfere assolutamente incubiche. Da qualche parte nel cervello mi scatta una strana comparazione con il lavoro svolto da quel mostro di Christoph Heemann, e dio solo sa di quanto bisogno ci sia di musiche del genere. Due soli brani è vero ma di un colore prossimo all'oro...